lunedì 19 settembre 2011
Blues di fine estate
Questa estate sembra essersi ormai consegnata alla sua fine inesorabile (stanotte una bella pioggia l'ha segnata!), e ha portato via con sè una vacanza in Toscana (molto piacevole, sempre in compagnia di M.), i suoi casini (sto sempre senza un soldo e piena di ansie, vere o costruite che siano), le sue belle novità (qualche giorno di mare con un nipotino nuovo di zecca e strepitosamente bello e simpatico), la ripresa traumatica delle mille incombenze lavorative (o volontarie?), il funerale della mia povera Alice (la mia Opel Corsa vecchia come il cucco, il cui motore è andato in ebollizione, sicuramente per colpa mia), una cresima (la mia, e chi se lo sarebbe mai aspettato), e qualche nuova e bella amicizia da nutrire. Insomma, siamo sempre qua, non abbiamo perso la voglia di scrivere e comunicare, e attendiamo l'arrivo ufficiale dell'autunno e di un pò di fresco in testa, che fa sempre bene...buona stagione nuova a tutti!
mercoledì 22 giugno 2011
Caldo, monnezza e una pistola giocattolo
Oggi pomeriggio, in una Napoli livida di caldo e monnezza (è banale ormai parlare di monnezza a Napoli, ma è così, quella sta sempre lì a marcire, nessuno la sposta di un millimetro). Sono al Centro Direzionale per impegni vari, poi decido di andare a trovare un'amica che vive in zona piazza Carlo III. E' una zona che conosco poco, mi confonde la ragnatela di strade a senso unico, l'unica cosa che mi guida è la sagoma bianca del Real Albergo dei Poveri, la seguo diligente, e mentre attraverso una stradina secondaria mi si para davanti un bimbetto di sei o sette anni, biondo, bello. Ha un'aria minacciosa da attore di film d'azione, e brandisce una pistola (giocattolo, presumo, ma sempre una pistola è, come concetto) da vero professionista. Freno e quasi ho un moto di paura, poi lo guardo meglio, cavolo, sta giocando, quello è il suo giocattolo di oggi, e prende molto sul serio il suo gioco, dato che non sorride, persiste nella minaccia a mano armata, è tremendo. Lo supero in fretta, mi viene una tristezza infinita.
martedì 14 giugno 2011
Grazia e dignità
Nella dignità... Lo spirito si comporta da padrone del corpo, perché qui esso deve affermare la sua autonomia contro l'imperioso istinto, che procede ad azioni senza di lui e vorrebbe sottrarsi al suo giogo. Nella grazia invece governa con liberalità, perché qui è lui che mette in azione la natura e non trova alcuna resistenza da vincere... La grazia sta dunque nella libertà dei moti volontari; la dignità nel dominio di quelli involontari. La grazia lascia una parvenza di spontaneità alla natura, là dove questa adempie gli ordini dello spirito; la dignità invece la sottomette allo spirito, là dove essa vorrebbe regnare. Nella dignità... ci è presentato un esempio della subordinazione dell'elemento sensibile a quello morale... Nella grazia, invece la ragione vede la propria esigenza soddisfatta nella sensibilità. [...] Avendo dignità e grazia campi diversi per la loro manifestazione, non si escludono vicendevolmente nella medesima persona; ...anzi soltanto dalla grazia la dignità riceve la sua convalidazione, e soltanto dalla dignità la grazia riceve il suo valore.
(Schiller, Grazia e dignità)
(Schiller, Grazia e dignità)
sabato 11 giugno 2011
La via della grazia e la via della natura
"Ci sono due vie per affrontare la vita: la via della natura, e la via della grazia. Sta a te scegliere quale delle due seguire".
Queste sono parole tratte dal film più bello in circolazione, "The tree of life", palma d'oro a Cannes, visto la settimana scorsa. Un grande film, ambizioso, che affronta temi difficili e inaffrontabili come il senso della vita, lo spirito religioso dell'esistenza, il fallimento umano, la disgrazia che colpisce l'uomo "giusto", il mondo che, finita l'età dell'innocenza, diventa un labirinto di caos e di sperdimento. Bello, forse l'unico difetto è la lunghezza eccessiva, ma grazie a chi ambisce ricercare più a fondo, o più in alto.
Usciti dal cinema e tutti presi dal confrontarci sulle nostre impressioni ed emozioni, troviamo la macchina, parcheggiata a riviera di chiaia, bloccata da altre macchine in seconda fila. E ancora, le macchine in seconda fila erano bloccate da altre macchine in terza fila. Solo che le macchine in terza fila erano, nell'ordine, una camionetta dell'esercito e un'auto della polizia di stato. Che meraviglia...
venerdì 20 maggio 2011
Cose ricche di grazia, cose del tutto prive di grazia...
1. La settimana scorsa è nato mio nipote, ed è stato bellissimo incontrarlo, osservarlo, tenerlo un pò in braccio. Il contatto con la tenerezza di un bimbo neonato era per me un'esperienza piuttosto sconosciuta, ed è stata un'illuminazione. Davvero un momento di grazia assoluta, un innamoramento totale.
2. Qualche giorno fa siamo stati a cena da una coppia di amici. Cena elegante, conversazione brillante, atmosfera piacevole. Ad un certo punto qualcuno comincia a parlare di quanto la televisione sia invasa da trasmissioni sull'olocausto, e poi passa ad argomentazioni più squisitamente revisioniste e antisemite (tipo che gli ebrei nei campi non morivano di forno crematorio ma di tifo). Puah. Davvero un momento del tutto privo di grazia e di dignità. A cena con degli antisemiti molto perbene, che orrore. Sto ancora cercando di sbollire la rabbia, e dimenticare...
2. Qualche giorno fa siamo stati a cena da una coppia di amici. Cena elegante, conversazione brillante, atmosfera piacevole. Ad un certo punto qualcuno comincia a parlare di quanto la televisione sia invasa da trasmissioni sull'olocausto, e poi passa ad argomentazioni più squisitamente revisioniste e antisemite (tipo che gli ebrei nei campi non morivano di forno crematorio ma di tifo). Puah. Davvero un momento del tutto privo di grazia e di dignità. A cena con degli antisemiti molto perbene, che orrore. Sto ancora cercando di sbollire la rabbia, e dimenticare...
giovedì 21 aprile 2011
Un amore di gatto
Ieri è morta la gattona bianca che voleva farsi adottare dalla mia famiglia. E' morta per strada, mentre gironzolava come sempre nei dintorni del mio parco, sotto le ruote di qualche automobilista, maledetto. Si faceva voler bene da tutti, quella gattona randagia così domestica e dolce. Era comparsa nel parco qualche mese dopo che vi avevo sepolto la mia amata gatta Bucky, morta l'anno scorso, dopo Pasqua e dopo quindici anni di amore; avevo pensato che ci fosse una bizzarra relazione tra le due cose, la scomparsa di Bucky e la comparsa di Gattona Bianca, non so perchè. Ogni tanto la facevo entrare a casa, aveva recentemente scoperto il divano, e le era piaciuto moltissimo. Era molto facile anche prenderla in braccio (nessuna reazione aggressiva) e portarla fuori casa. Mangiava un sacco, anche perchè vari vicini si adoperavano a comprare cibo e cucinarglielo persino. Mi sono fatta un pianto sul caffellatte del mattino, pensando che non rivedrò più Gattona Bianca, e che non sarà più possibile decidere se adottarla o no. Troppo tardi. Che la terra ti sia lieve, Gattona Bianca, e vai a salutare Bucky...
mercoledì 13 aprile 2011
Capelli e Audrey Hepburn
Ieri mattina sono stata dal parrucchiere dopo sette mesi di assenza (ho un problema di pazienza che mi si acuisce sul divanetto pieno di riviste femminili che scandiscono l'attesa in un salone-tipo) perchè avevo deciso di tagliare i capelli, finalmente. Vado nel salone vicino casa dove lavora una mia ex alunna, che ogni volta che mi vede mi fa grandi feste, e sincere. Dopo il sapiente taglio fatto dalla titolare, C. mi asciuga i capelli, e intanto parliamo, ci ricordiamo dell'anno che abbiamo trascorso insieme. Un anno burrascoso fatto di tante piccole cose difficili, e conclusosi con un esame brillante di tutta quella classe scalcagnata davanti agli occhi attoniti di un commissario di nomina regionale. C. mi dice con un leggero sospiro " Ci tornerei, a scuola, sapete prof.?". Io le chiedo perchè, e lei invece di rispondermi sul punto mi dice: "Vi ricordate quando vi ho visto entrare qui in negozio per la prima volta, come mi è venuto da piangere?", e si soffia gli occhi con le mani, con un gesto femminile e infantile al tempo stesso. "Prof, a scuola era meglio, il lavoro è proprio un'altra vita".
Dietro di lei, il quadro che ritrae Audrey Hepburn sorride, enigmatico e pieno di grazia.
Anche C. è piena di grazia, con il suo capello all'ultima moda, le sue unghie laccate e la sua cura per i capelli degli altri, e per la sua vita. Grazie, piccola.
Dietro di lei, il quadro che ritrae Audrey Hepburn sorride, enigmatico e pieno di grazia.
Anche C. è piena di grazia, con il suo capello all'ultima moda, le sue unghie laccate e la sua cura per i capelli degli altri, e per la sua vita. Grazie, piccola.
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